Eventi

Incontro con Emilia Fadini

Categoria
Masterclass
Data
15 Febbraio 2020 10:30
Luogo
Palazzo Mezzopreti, Sala Bellisario - Viale Leopoldo Muzii, 5
65124 Pescara PE, Italia
Telefono
0857951420
Email
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File Allegato
Incontro con la decana e pionieristica figura della strumentista e didatta Emilia Fadini

Emilia Fadini, decana e pionieristica figura di riferimento per la moderna riscoperta del clavicembalo e del fortepiano in Italia, sarà infatti ospite dell’Istituto musicale, incontrando docenti e studenti del “D’Annunzio”, in un colloquio di circa due ore che riguarderà aspetti e momenti della sua carriera.

L’incontro è contestuale all’assegnazione del Premio Margherita d’Austria – Palazzo Farnese 2020, che si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno, evento organizzato dalla Inner Wheel di Ortona.

Le metodologie didattiche ed interpretative di Emilia Fadini hanno di fatto rivoluzionato un ambiente fino agli Anni Settanta ancora in buona parte refrattario ai grandi movimenti innovativi d’Oltralpe nel settore della cosiddetta “musica antica”. Il concetto oggi dato scontato di un approccio sia documentario alle fonti storiche originali che tecnico circa metodi e possibilità esecutive allo strumento era in quegli anni ancora totalmente ignorato oppure sottovalutato. Nei Conservatori di Musica facevano infatti bella mostra di sé strumenti risalenti al primo Novecento (Wittmayer e Neupert soprattutto), lontani anni luce da un approccio filologico e consapevole al repertorio per clavicembalo. Mentre la tradizione del fortepiano e del pianoforte storico era stata completamente rimossa.

L’esperienza d’insegnamento della Fadini, conclusasi al Conservatorio negli Anni Novanta e continuata in realtà pionieristiche per il panorama nazionale come la Scuola Musicale di Milano (con allievi dall’eccellente personalità artistica quali Ottavio Dantone, Enrico Baiano, Andrea Coen) è stata fondamentale per la rinascita nazionale di entrambi gli strumenti.

La Fadini è stata la prima a cogliere la contraddizione del dualismo esistente allora tra le figure dell’interprete e del ricercatore. Intese come entità separate, quando non in esplicito contrasto, l’una dedita all’esecuzione, l’altra alla riscoperta della composizione musicale. È quindi suo l’indubbio merito di aver dimostrato come i due ambiti di competenza potessero coesistere nella stessa persona, traendo anzi un vantaggio non indifferente per il risultato estetico - musicale finale. È quanto accaduto ad esempio con le ricerche condotte su Domenico Scarlatti e Alessandro Poglietti, dove la supervisione di un ideale unico processo di restituzione moderna della composizione, dalla fonte documentaria alla trascrizione moderna fino a poi l’esecuzione e la registrazione audiovisiva ha di fatto costituito un nuovo modus operandi per tanti interpreti successivi.

Merita ancora almeno una segnalazione il pionieristico interesse della Fadini per il fortepiano, strumento come s’è detto in quegli anni completamente dimenticato in Italia: grazie a lei si è dato vita in pochi anni ad una vera e propria rinascita, che ha coinvolto ricercatori, organologi e costruttori, nonché interpreti del vasto e complesso repertorio storico, anche italiano.

 
 

Altre date

  • 15 Febbraio 2020 10:30

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